Influencer

L’accademia della Crusca ha inserito il termine influencer nell’elenco delle parole nuove e ne definisce il significato come: “Personaggio popolare soprattutto in rete che è in grado di influenzare l’opinione pubblica riguardo a un certo argomento”.

Ci si chiede: perché hanno invaso, come un’influenza” gli old e new media e, in concreto, quale abilità e competenza superiore alla media hanno dimostrato?

Nessuna, alcuna, qualcuna.

Inoltre, perché nell’era della comunicazione digitale l’influencer ha assunto tutta questa importanza? La risposta è semplice: il mercato.

Nel mercato si incontrano la domanda e l’offerta e quindi si manifesta concretamente l’interazione tra azienda e cliente, che, nei mercati digitali, è amplificata e ottimizzata proprio dagli influencer, attraverso “l’influencer marketing”.

Tipico esempio ne sia la call to action attraverso la quale l’influencer orienta e converte i propri follower a fare qualcosa in favore del brand per il quale presta la sua opera < iscriversi ad una newsletter, acquistare un prodotto ecc >.

In controtendenza va però il pensiero di di Seth Godin, considerato il guru del marketing, che afferma: “Il futuro degli influencer appartiene già al passato, perché, nella maggior parte dei casi, coloro che vengono definiti influencer non lo sono affatto”.

Godin sostiene, infatti, che la tendenza dei brand nel futuro sarà quella di affidarsi sempre di più a dei “content creator” capaci di creare valore, piuttosto che ai personaggi usciti da un programma televisivo, che più che valore producono “marchette”.

Certamente l’evolversi di questo fenomeno è più rapido di quanto ci saremmo aspettati e quindi non si sa se gli influencer saranno ancora determinanti nel futuro dei brand; unica certezza è che, nel presente, non possiamo ignorare gli impatti economici e sociali di questo fenomeno.

(Maria Carlotta Iraci)