Giardino

Il giardino è qualcosa di bello che gli esseri umani fanno insieme alla natura. 

Non esiste giardino senza giardiniere, come non esiste giardiniere al di fuori della pratica di giardinaggio che è la cura, necessariamente costante, di tutte le relazioni che, in ultima analisi, sono il giardino.

Più relazioni si è in grado di riconoscere, più relazioni si è in grado di curare ed è su questo terreno che si gioca la partita: la pratica diventa arte e i giardini capolavori assoluti, ma questo forse a noi importa fino ad un certo punto visto che puntiamo al dono che i giardini,  o i loro dèi, esseri generosi, non mancano di regalare ai loro ospiti e tanto più al più umile dei giardinieri. 

La delizia, quell’affascinante quid, misterioso miscuglio di piacere fisico e benessere che emerge, sempre inatteso, dalle luci, ombre, colori, suoni e odori e prospettive del giardino.

Che il giardino sia reale o metaforico è uguale, perchè lo scopo finale del gioco è innescare e diventare parte attiva di un processo che consenta di esplorare nuove relazioni con la vita, che parte è reale e parte immaginata, accogliendo le diverse forme che questa può assumere, per migliorare, anche soltanto grazie al prenderne consapevolezza, le condizioni di esistenza e coesistenza in questo mondo.

Senza dimenticare che il giardino è anche il regno incontrastato del gioco infinito a giocatori infiniti (il gioco della vita praticamente), dove l’unico scopo del gioco è continuare a giocare.

Un divertissement, che consenta anche all’anima di fiorire libera e forse, attraverso la pratica ancestrale del gioco, di recuperare la propria natura.   

(Anna Amalfi)