Typeface

Typeface, o carattere tipografico, e font sono la stessa cosa? Un carattere tipografico rappresenta la forma del linguaggio: un gruppo specifico di lettere, compresi caratteri latini e corsivo, una famiglia di set di caratteri. Un font è un tipo di carattere, è un set di caratteri tipografici: per esempio, df camino light o Abadir Display Black (non ancora inventato).

Il design, la composizione e la tipografia richiedono molta serietà e artigianalità. Serve molta determinazione per andare oltre la testardaggine della tipografia. 

Addomesticare un typeface per dare forma al linguaggio.

La tipografia ha assunto un carattere più giocoso ai miei occhi, dopo anni di prove ed errori.

“Sono io il tuo tipo! Sei tu? Tipo a chi! Chiudi quella bocca, Tipo lo dirai a qualcun altro, brutta faccia!” Che bella famiglia! Alcuni sono molto scuri, altri più leggeri, alcuni più consistenti, e altri più smilzi… Proprio come nella vita reale, una mimesi della voce umana.

Un esempio è la singola lettera, o un carattere. Nel gergo della tipografia ci sono molti tratti in comune con la condizione umana. 

Un’osservazione finale: ‘typeface’ è una parola strana anche perché non ha nulla a che vedere con la forma del linguaggio. Mentre leggiamo, i nostri occhi saltano in avanti e all’indietro lungo le linee di testo, senza realmente vedere le singole facce delle lettere. La leggibilità di un typeface dipende dalla sua capacità di formare parole, di connettere lettere. Questa capacità è definita dal ritmo dell’alfabeto. È la somma di molti dettagli.

In breve: proporzioni + peso della battuta + ampiezza del carattere + contatori + terminali.

Una formula magica che simboleggia più una facciata che una faccia, ed eccoci all’assunto finale, che la tipografia è strettamente connessa all’architettura: in grado di gestire e controllare lo spazio e l’immagine finale che compare sulla pagina.

(Ko Sliggers)