Curator

Sostiene David Lynch che le idee non si creano: esistono e ci circondano. Per ottenerle bisogna “semplicemente” predisporsi a incontrarle e riconoscerle. 

Conforta sentirlo. In qualche modo, ho sempre voluto aspettare che le idee emergessero dagli elementi che dovevo elaborare. Sapevo di dover pazientare finché gli oggetti da organizzare, i brani da selezionare, le immagini da accostare avessero potuto esprimere la propria chiave d’interpretazione fino a formare una storia e tutto trovasse infine una coerenza, visibile ad alcuni, invisibile ad altri, ma sottilmente e fortemente presente. 

Mi piace pensare che l’autenticità dell’intenzione emani una forza in grado di attrarre i componenti di una storia. E che, mentre questa si genera, io debba dispormi ad ascoltarla e farmene permeare il più possibile per poterla, poi, narrare in una forma che diventa univoca, imprescindibile, mia. 

Non esistono raccordi sbagliati o abbinamenti impossibili, soltanto storie diverse per ogni idea che giunge al singolo curatore. Una volta che queste narrazioni si completeranno e ordineranno tutti i loro elementi, il curatore stesso perderà il potere di variare quest’ordine: solo l’arrivo di un nuovo elemento – che genera nuovi limiti, nuovi raccordi, o nuovi colori – potrà alterare le posizioni e gli equilibri. Fino a quando, restando in ascolto, egli troverà una nuova idea. 

(Elisabetta Rapetti)